La storia di Formentera

Dagli insediamenti preistorici e dai resti romani fino a diventare un rifugio bohémien: per essere un'isola così piccola, Formentera ha davvero una lunga storia.

Formentera, l'isola sorella di Ibiza, ha una storia che risale a migliaia di anni fa. Dalle tombe megalitiche della preistoria e dalle fortificazioni romane, fino ai secoli di abbandono, al ripopolamento rurale e agli anni bui della dittatura franchista, l'isola ha attraversato capitoli straordinariamente diversi tra loro.

La sua trasformazione in una destinazione per artisti, viaggiatori e, infine, per il turismo di massa è relativamente recente, il che rende la Formentera rilassata di oggi solo l'ultima tappa di una storia molto più lunga.

I resti megalitici forniscono la prima testimonianza di una popolazione stabile e continua a Formentera. Il più famoso è la tomba di Ca na Costa, tra Estany Pudent ed Es Pujols, risalente a un periodo compreso tra il 2000 e il 1600 AEC circa.

Uno dei monumenti megalitici più importanti delle Isole Baleari, la tomba di Ca na Costa è un tumulo funerario collettivo con una camera circolare circondata da anelli concentrici in pietra e lastre radiali, che creano un suggestivo disegno geometrico.

Nell'antichità, Fenici e Punici frequentarono le coste di Formentera, mentre sotto il dominio romano l'isola si legò strettamente a Ebusus, l'odierna Ibiza. I Romani hanno lasciato il segno a Can Blai (vicino al villaggio di Es Caló): si tratta di un piccolo castellum fortificato risalente al tardo periodo romano che ora rappresenta il principale sito archeologico romano superstite a Formentera.

L'isola era conosciuta anche come Frumentaria, nome generalmente interpretato come "isola del grano", a testimonianza della sua importanza come fonte di cereali.

Successivamente, Formentera trascorse secoli sotto il dominio musulmano. La lunga presenza andalusa ha lasciato un'impronta duratura sull'isola, in particolare nella toponomastica, nei pozzi e nei sistemi agricoli. La gestione dell'acqua era fondamentale su quest'isola arida, così pozzi, ruote idrauliche e cisterne divennero elementi essenziali per rendere produttiva la terra.

Nel 1235, Formentera e Ibiza furono conquistate dalle truppe guidate da Guillem de Montgrí e annesse alla Corona d'Aragona. Tuttavia, stabilire una popolazione permanente a Formentera si rivelò difficile.

A partire dalla seconda metà del XIV secolo, gli effetti della Peste Nera, i raccolti scarsi e, soprattutto, la costante minaccia della pirateria resero la vita sempre più precaria.

Tra il XIV e il XVII secolo, l'isola rimase in gran parte disabitata, anche se continuò a essere utilizzata da Ibiza per i pascoli e la produzione di sale.

Il ripopolamento permanente iniziò finalmente a prendere piede alla fine del XVII secolo. Nel 1697, la Corona concesse a Marc Ferrer il diritto di ripopolare l'isola e nel corso del XVIII secolo i coloni – provenienti principalmente da Ibiza – fondarono le comunità che costituirono le basi della Formentera moderna.

Man mano che la popolazione cresceva, venivano costruite chiese, pozzi e torri difensive, a testimonianza sia delle difficoltà pratiche della vita sull'isola sia della continua minaccia proveniente dal mare.

Per gran parte del XIX secolo e della prima metà del XX, la vita qui continuò a essere dura e in gran parte dipendente dall'agricoltura, dall'allevamento, dalla pesca e dalla produzione del sale. Grano, fichi e viti erano tra le colture principali, mentre le saline di Ses Salines divennero un'importante fonte di reddito. Le difficili condizioni economiche, però, spinsero molti abitanti di Formentera a emigrare.

La guerra civile spagnola (1936 - 1939) e le sue conseguenze segnarono uno degli episodi più bui della storia moderna dell'isola. Nel 1940, il regime franchista aprì un campo di prigionia a La Savina per le persone già condannate dai tribunali militari. Conosciuto come il Penal de Formentera, ospitò fino a 2.000 prigionieri durante i suoi circa due anni di attività.

Le condizioni erano terribili: sovraffollamento, fame, malattie e scarse condizioni igieniche contribuirono alla morte di almeno 58 prigionieri tra il 1940 e il 1942.

Dopo i difficili anni del dopoguerra, l'isolamento di Formentera iniziò ad attirare un tipo di visitatore ben diverso. Negli anni '60 e '70, artisti, musicisti e viaggiatori attratti dalle spiagge, dal paesaggio e dallo stile di vita alternativo dell'isola contribuirono a consolidarne la reputazione bohémienne, che dura ancora oggi.

Il turismo è poi diventato il principale motore economico dell'isola, trasformando Formentera ma lasciando in gran parte intatti il suo paesaggio caratteristico e i suoi ritmi più lenti. Oggi, il fascino dell'isola risiede proprio in questa combinazione di bellezze naturali, sviluppo relativamente contenuto e un forte senso di appartenenza al luogo.

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